CRISTO È RISORTO!
Abbiamo iniziato questa liturgia con il fuoco.
Un piccolo fuoco che ha spezzato il buio.
Ecco la Pasqua: non è un’esplosione spettacolare…
è una luce che cresce, che passa di cuore in cuore.
Ma attenzione:
se non alimenti il fuoco, si spegne.
Se non custodisci la fede:
la routine la spegne,
il peccato la spegne,
l’indifferenza la spegne.
Questa notte è il momento di riaccendere la fiamma.
Questa notte non è una notte come le altre.
È la notte in cui il buio ha creduto di aver vinto e invece è stato trafitto dalla luce.
È la notte in cui il silenzio del sepolcro è stato spezzato da una Parola che non può più essere zittita: Cristo è Risorto!
Eppure, se siamo sinceri, il mondo di oggi assomiglia ancora molto a quel sepolcro:
un mondo ferito da guerre, attraversato da paure, segnato da solitudini profonde; un tempo in cui l’uomo ha imparato a dominare tutto, tranne il proprio cuore.
Abbiamo più mezzi, ma meno senso.
Più connessioni, ma meno comunione.
Più parole, ma meno verità.
E dentro tutto questo,
la Pasqua arriva come una provocazione.
Non come una favola consolatoria, ma come una rivoluzione silenziosa.
Il Vangelo ci dice che le donne vanno al sepolcro e trovano la pietra rotolata.
È il primo segno: Dio non è dove lo avevano messo.
Quante volte anche noi cerchiamo Dio nei posti sbagliati:
nelle abitudini vuote,
in una fede stanca,
in riti senza cuore.
E invece Dio è sempre oltre. Sempre più avanti.
Sempre fuori dai nostri schemi.
La Pasqua ci dice:
smettila di cercare tra i morti Colui che è vivo.
Il sepolcro vuoto: Dio non si lascia possedere.
Il sepolcro è vuoto: non c’è più nulla da trattenere.
Questo è scandaloso, noi vorremmo un Dio controllabile, prevedibile, rassicurante.
Un Dio che confermi le nostre idee, le nostre sicurezze, perfino le nostre paure.
Ma il Risorto sfugge.
Non si lascia imprigionare né dalla morte né dalle nostre religioni troppo strette.
E allora la domanda diventa personale:
la mia fede è viva o è un sepolcro ben ordinato?
Le donne, racconta il Vangelo, hanno paura.
I discepoli sono chiusi.
Tutti sono feriti, delusi, confusi.
Eppure proprio lì, dentro quella paura, entra la Luce della Risurrezione.
Questo è il cuore della Pasqua:
Dio non cancella la notte ma la attraversa con noi.
Oggi tanti vivono notti interiori:
crisi familiari,
smarrimento spirituale,
perdita di speranza.
La Pasqua non dice:
“non soffrire”, ma dice: la tua sofferenza non è l’ultima parola, non desistere.
Fratelli, questa notte ci obbliga a scegliere.
Non possiamo celebrare la Risurrezione e continuare a vivere come se nulla fosse.
Non possiamo dire “Cristo è Vivo” e restare morti nelle relazioni, nella speranza.
Pasqua è una scossa della più alta magnitudo possibile. La Pasqua vera è devastante!
Pasqua ci dice: esci dal tuo sepolcro di abitudini,
rotola via la pietra del peccato,
smetti di vivere a metà.
Il mondo non ha bisogno di cristiani perfetti ma ha bisogno di cristiani Risorti.
Gente che: non si arrende al male, che non si piega alla disperazione, che non vende l’anima al compromesso.
Fratelli e sorelle,
la Risurrezione non è solo un evento del passato.
Cristo vuole risorgere in te, oggi:
nelle tue ferite,
nelle tue paure,
nelle tue cadute.
E allora, in questa notte santa, lasciamo risuonare dentro di noi l’annuncio più potente della storia:
Non è qui. È risorto.
E se è risorto allora nulla è perduto.
Allora tutto può ricominciare.
Allora anche noi possiamo rinascere.
don Gaetano Puleo




Orari delle Sante Messe
Feriali e prefestivo: 18:30
Festivo: 10:30 — 18:30
I sacerdoti della parrocchia
Parroco: don Gaetano Puleo
Viceparroco: don Renato Minio